Il Geosito Messiniano del Torrente Sgarba (Tossignano, BO) ed i suoi Fossili. Donazione di Filliti ed Ittioliti al Museo della Vena del Gesso Romagnola

Paolo Viaggi1, Marco Sami2, Oscar Zani3
1 Museo Geologico Giovanni Capellini, Università di Bologna, paolov6363@yahoo.it
2 Museo Civico di Scienze Naturali, Faenza, marco.sami@cheapnet.it
3 Ente di gestone per i Parchi e la Biodiversità – Romagna, Riolo Terme, oscar.zani@parchiromagna.eu

La Formazione della Vena del Gesso affiora estesamente nella Romagna occidentale ed è costituita da 16 cicli pelite-gesso che si sono depositati nelle lagune costere prospicienti l’emergente catena appenninica durante la “Crisi di salinità” del Messiniano, per uno spessore complessivo di 200-250 m. La deposizione delle coppie pelite-gesso è stata controllata da cicli astronomici precessionali in un intervallo di tempo compreso tra 5,96 e 5,61 Ma, e riflette oscillazioni climatiche in senso umido-arido della durata di circa 21.000 anni. Le peliti laminate si sono depositate nelle fasi umide del ciclo precessionale, sul fondo anossico di lagune costere comunicanti saltuariamente col mare aperto e soggette agli apporti fluviali dell’entroterra. Le facies pelitiche contengono ittiofaune oligotipiche riconducibili prevalentemente a comunità residenti di ambiente salmastro (Gobius ignotusAphanius crassicaudusAtherina boyeri), a sporadici migranti d’acqua dolce (Ciclidi, Oreochromis lorenzoi olotipo sp.nov.) ed occasionali superpredatori di mare aperto (Carangidi, Lichia aff. amia), e flore diversificate di ambiente di foresta mista termofila (EngelhardiaMagnolia, Lauraceae) e palustre subtropicale (TaxodiumGlyptostrobus), di ambiente ripariale (PterocaryaLiquidambar) e di bosco mesofilo di aree rilevate (FagusAbiesCedrus). L’eccellente stato di preservazione delle filliti ed ittoliti rinvenute a Tossignano (tracce di colorazione Oreochromis lorenzoi, macchie fitopatologiche e cuticole organiche nelle filliti) è dovuto, oltre che all’anossia del fondale, alla grana molto fine delle peliti ed all’assenza di disturbi tettonici nella successione di cicli evaporitici collassata nel peculiare assetto tettonico a “mini-Graben” della Gola del T. Sgarba. Tale assetto strutturale ha inoltre risparmiato dall’erosione intra-Messiniana i più fossiliferi Cicli Superiori rispetto all’adiacente Riva San Biagio, facendo di Tossignano una località unica.

Il sito paleontologico di Tossignano fu scoperto da Giuseppe Scarabelli già nella seconda metà dell’800. La celebrazione del Bicentenario Scarabelliano 1820-2020 rappresenta, per uno degli scriventi (PV), l’opportunità straordinaria di donare al Museo della Vena del Gesso Romagnola (Palazzo Baronale di Tossignano) un 2° lotto di fossili messiniani del Torrente Sgarba costituito da 101 reperti. Recenti studi della prima consistente donazione al Museo Civico di Scienze Naturali di Faenza (1° lotto), effettuata nel 1983, hanno rivelato un patrimonio paleontologico pregevole per varietà di taxa e stato di preservazione, tale da offrire un vasto scenario della vita e degli ambienti naturali presenti a Tossignano circa 5,7 Ma (13° ciclo evaporitico). La donazione del 2° lotto della “Collezione P. Viaggi” al Museo della Vena del Gesso Romagnola di Tossignano costituisce un’importante integrazione numerica al 1° lotto del T. Sgarba, ed alla componente delle “marne infra-gesso” della Collezione Scarabelli. Il suo studio integrato darà verosimilmente un ulteriore contributo alla conoscenza scientifica di questo antico ecosistema subtropicale, ed un nuovo impulso alla fruizione pubblica presso il Museo di Tossignano valorizzando un geosito pregevole sul piano geologico, paleontologico e storico ancora da formalizzare.

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