Giovanni Capellini e l’organizzazione dei centenari: una comunicazione di successo nell’Italia unita

Roberto Balzani

SMA, Università di Bologna, roberto.balzani@unibo.it

Il ruolo di Giovanni Capellini nell’ultimo terzo del XIX secolo è, com’è noto, decisivo per l’Università di Bologna. Alla sua capacità di organizzare e promuovere le scienze geologico-paleontologiche si affianca, dal decennio Ottanta, il “lancio” internazionale dell’Alma Mater attraverso lo schema, allora sperimentato da pochi altri Atenei europei (Uppsala, Monaco, Edimburgo), del “centenario”: un modo per raccordare la memoria e la ricerca storica delle origini con il territorio, la città e la società contemporanea. Bologna inaugura i “centenari” delle Università italiane con un clamoroso successo; ma il modello culturale è poi replicato da Capellini anche nei riguardi dei suoi amati precursori. Fra questi, Ulisse Aldrovandi, il cui IV centenario della morte (1905) rappresenta, ormai nella fase finale del suo magistero, una preziosa occasione per rivisitare l’intero patrimonio dell’Università di Bologna.

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